
L’ellenismo è un lungo periodo storico che parte più o meno dalla morte di Alessandro Magno, e che ha prodotto diverse scuole filosofiche che successivamente avrebbero avuto un grande successo, in Grecia e poi anche a Roma.
Alessandro Magno morì nel 323 a.C., questo è stato un evento storico molto importante che ha segnato l’inizio di una nuova età, un periodo nuovo per la Grecia sia dal punto di vista politico, visto il tramonto del progetto egemonico di Alessandro, ma soprattutto culturale poiché da lì in poi la Grecia non sarebbe stata più isolata come lo era fino a quel momento. D’ora in poi nel mondo greco ci saranno pesanti influenze da oriente e anche a livello di cultura romana, poiché lì a poco i romani si affacceranno sul Mediterraneo e arriveranno a occupare tutta la Grecia.
La Grecia perdere quindi la sua centralità dal punto di vista politico e militare, ma non culturale, tant’è vero che si parla di ellenismo, il nome greco della Grecia. Tutti i popoli vicini vengono ad imparare dai greci. Questo diventa molto evidente quando la Grecia sarà occupata dai romani, i quali assorbiranno quasi in toto, seppur con qualche rimescolamento, la cultura greca. Il tutto è aiutato dalla nascita delle prime biblioteche, tra le quali ricordiamo quella di Alessandria, in cui venivano raccolti gli scritti dei vari medici, astronomi, filosofi.
Ma come si evolve la filosofia in questo periodo?
La situazione politica lasciata dopo Alessandro Magno è segnata dal crollo della democrazia, da una classe media artigiana che spingeva per far valere i propri interessi che ora non ci sono più. Tutto ciò ha notevolmente ridotto l’autonomia politica nelle città, e appare ovvio che la prima conseguenza sia che i filosofi di questo periodo smettano quasi completamente di occuparsi di politica. Nell’età dell’ellenismo le varie scuole rifiutano la politica, rifiutano la dimensione pubblica. Il saggio non deve impegnarsi in politica, non deve guidare il popolo, anzi deve chiudersi in sé stesso e occuparsi della sua sfera privata. Questa è una costante di tutte le scuole, pur avendo ognuna un proprio approccio. Scegliere come comportarsi non necessita di quell’ideale enciclopedico di un filosofo, che ha studiato tutto, dagli astri alla biologia, dalla metafisica all’etica, tutto questo viene messo da parte poiché non è più importante sapere tutto ma solo quello che conta davvero, quello che ci può portare verso la felicità.
Le domande chiave di questo periodo sono: come dobbiamo vivere? Cosa dobbiamo fare per essere felici?
Le scuole principali che si diffondono in questo periodo sono quattro:
- I cinici, in realtà li abbiamo già visti come una scuola socratica, perché effettivamente prendono avvio già da Socrate. È una scuola molto originale che avrà anche un certo influsso sulla cultura cristiana, anche se indiretta.
- Gli stoici, hanno avuto un grandissimo successo in Grecia ma ancor di più Roma, tant’è vero che alcuni dei più grandi esponenti della cultura romana erano stoici.
- L’epicureismo, è una scuola che si pone le grandi domande su come dobbiamo vivere, avrà un discreto successo a Roma.
- Gli scettici, non hanno avuto un grandissimo successo all’epoca. E’ una scuola che ha lasciato dei segni più in profondità poiché del corso dei secoli se ne riparlerà, soprattutto in età moderna e contemporanea.

